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PALAZZO RICCA

Sec. XVI 

Al centro dell’antico quartiere Pianicello e dominante l’omonimo largo si staglia il possente e tardo cinquecentesco palazzo Ricca, appartenuto all’omonima antica e nobile famiglia di origine spagnola che fu iscritta nella nobiltà di Taverna e Catanzaro. L'organismo, di grandi dimensioni, presenta la caratteristica, comune ad altri palazzi catanzaresi coevi, (ad esempio palazzo Tarsitani nella piazza delle Cocole e palazzo Scoppa alla via del Gelso Bianco) di avere in facciata due portali “gemelli” che, nel caso specifico, risultano essere nell’architettura complessiva del palazzo, non intonacato, gli unici due elementi dominanti.

I portali sono caratterizzati dalla classica morfologia compositiva tipica della tradizione architettonico-decorativa calabrese: ad arco a tutto sesto poggiano su due conci di base  specchiati su cui si impostano i classici doppi conci lavorati a punta di diamante che si alternano ai conci a bugne lisce, chiusi in chiave dalla classica voluta a motivo fitomorfo a ricciolo.

Questa tipologia è presente in città nel cinquecentesco palazzo Schipani a Piazza Roma, nei coevi palazzi Pugliese e Marincola, e, nella variante con laterali a volute, nel più tardo palazzo Longobucco – Castagna. Il palazzo evidenzia una tipica architettura civile e residenziale calabrese ascri­vibile tra la fine del XVI e gli inizi del XVII seco­lo, ma ebbe sicuramente notevoli rifacimenti tra il  XVIII e il XIX secolo periodo in cui, l’assetto originario della corte e dell’intero edificio, fu trasformato con l’aggiunta di uno scalone frontale all’androne d’ingresso, dalle caratteristiche architettoniche eclettiche, e che, con molta probabilità, andò ad occupare un giardino retrostante più antico.

La fac­ciata principale presenta una tipologia scandita ritmicamente da finestre e balconi che danno all'insieme, nell'estrema semplicità, imponenza ed eleganza.  

Testi Arch. Oreste Sergi

 

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