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MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI SCOLACIUM

Il Museo si trova all'interno del Parco Archeologico di Scolacium e sorge, immerso tra gli ulivi, sulle rive del Mar Ionio, a meno di un chilometro dal quartiere marinaro di Catanzaro.

Il Museo Archeologico Nazionale di Scolacium è stato inaugurato il 21 maggio 2005, a coronamento di un iter che ha portato alla creazione del Parco Archeologico di Scolacium. Al suo interno presenta i reperti portati alla luce nell’importante sito archeologico pluristratificato.

Fortemente voluto dalla Soprintendenza per valorizzare in loco le emergenze, è organizzato per tematiche specifiche che vanno dalla storia delle ricerche tra XVIII e XX secolo ai grandi complessi monumentali di età romana finora indagati (foro, teatro, anfiteatro, terme, necropoli) e ai resti di età bizantina (abitato, domus e necropoli), con brevi puntate sulle fasi prei-protostoriche e greca (Skylletion).

Ampio spazio è dato alla presentazione delle classi di materiali più rappresentative della vita quotidiana soprattutto di età romana e altomedievale (ceramiche da mensa italiche, africane e miscroasiatiche, anfore, lucerne, vetri, oggetti d’uso in pietra e metallo, monete). Grande risalto è dato, con ricchi ed agili apparati didascalici, ai cicli statuari rinvenuti nel foro e nel teatro, ai ritratti di eminenti personaggi locali, agli elementi decorativi in marmo (capitelli di colonne e di lesene, cornici, colonne…) e terracotta (lastre ed antefisse) che abbellivano, impreziosendoli, i principali edifici cittadini (teatro, Curia, Caesareum …).

La visita comincia al primo piano con la presentazione della storia della ricerca e alcuni cammei sui personaggi che tra XIX e XX secolo hanno permesso di riscoprire il sito, anche a seguito di notevoli ‘ferite’ inferte da grandi opere pubbliche (ferrovia, strada statale ionica, acquedotto) che hanno interessato l’area ricoperta dal secolare uliveto.


Al centro della sala una veduta aerea introduce il visitatore alla comprensione del parco archeologico.
Segue una piccola ma importante sezione dedicata alla prei-protostoria del comprensorio ed in particolare delle zone collinari prossime al Parco, con una bella esemplificazione di manufatti ceramici.
Della greca Skylletion, subito entrata nell’orbita crotoniate, si può intravedere la relativa agiatezza grazie ai pochi ma interessanti reperti recuperati nel corso di indagini eseguite al di sotto delle fasi romane o portati alla luce occasionalmente da interventi non programmati. Si segnalano frammenti di ceramiche attiche a figure nere (VI e V sec. a.C.), a figure rosse italiote (IV sec. a.C.), a vernice nera dalla madrepatria e coloniali (VI-III sec. a.C.), resti di statuette, monete dal VI al III sec. a.C., un frammento di capitello dorico in pietra locale. 

Esigua appare poi la documentazione relativa al primo insediamento coloniale romano (123-122 a.C.), quello di Minervia Scolacium.
Pochi frammenti di ceramiche campane e soprattutto i dati numismatici ci fanno percepire appena le prime fasi della nuova città .

Le altre sezioni che occupano il resto del primo piano (sale IV-VII) e parte del piano terra (sale (VIII-X) illustrano, come già anticipato, i principali complessi monumentali di Scolacium, il Foro, il teatro (foto mus tea) e l’anfiteatro, le terme, gli acquedotti e le necropoli, presentando i ricchi apparati decorativi rinvenuti finora (statue, ritratti, elementi architettonici) che costituiscono gli elementi ‘forti’ di tutto il percorso espositivo e fanno di questo Museo una delle più importanti raccolte sulla romanizzazione dell’Italia Meridionale.

A questi eccezionali reperti rappresentativi si affiancano i materiali relativi alla vita domestica e non, segno tangibile dei flussi economici e commerciali in cui era inserita Scolacium tra l’età giulio-claudia ed il periodo tardo antico. 

I rapporti con l’area campano-laziale, con il Nord-Africa e l’Asia Minore possono essere letti attraverso suppellettili, classi ceramiche da mensa, anfore per il trasporto di derrate alimentari, manufatti artistici o materie prime per l’edilizia di prestigio pubblica e privata. Ulteriori dati sono forniti dai rinvenimenti numismatici, esposti con un criterio selettivo ed esemplificativo.
La visita si appresta alla conclusione con le sezioni dedicate alle trasformazioni tardo-antiche e di età bizantina, legate anche a figure emblematiche come Cassiodoro, che qui ebbe i natali da illustre famiglia di origine siriana.

Di particolare interesse sono gli attrezzi in ferro rinvenuti nella domus bizantina parzialmente esplorata tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI, i corredi dalle tombe sulla collina del teatro e le ceramiche dai resti di abitazioni che si insediarono nel teatro stesso ormai abbandonato.

Infine, nell’ultima sala, si narra il tentativo fallito in età normanna di insediare nell’area di Skylletion-Scolacium ormai deserta una grandiosa abbazia di rito latino la cui più grande testimonianza è l’incompiuta mole della rossa chiesa a croce latina intitolata a Santa Maria della Roccella.

Clicca qui per il sito internet di Scolcium

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