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ARNONI
DE TRAVEL
GISSING
MORONI
PASCOLI
SETTEMBRINI

 


ARNONI  (torna sù)
“(…)Diligenti sono i Catanzaresi, solerti, intenti alle scienze del foro e della magistratura, alle belle arti, all'industria, alla mercanzia. La loro più grande industria, come altrove si è detto, è quella della seta, del velluto e delle stoffe, introdotte in Catanzaro la prima volta da Roberto Guiscardo. La gioventù, in generale è buona, leale, generosa, ospitale, nobile ne' portamenti, fervida nell'amore della patria; facile però delle volte e inchinevole all'ira, allo sdegno e alla vendetta. Nelle donne si ammira generalmente, un fior di beltà, un riso ch'è tutto grazia, semplicità e modestia.”  

(Eugenio Arnoni, da “La Calabria Illustrata”, 1874 – ‘75)

Catanzaro, capoluogo della provincia, oltre un Tribunale civile, correzionale e criminale, ha una Corte di Appello per tutte e tre le Calabrie. È piazza d'armi assai distinta. Ha un Liceo Nazionale, un Seminario, parecchi istituti privati di vario grado, una scuola normale maschile, e una femminile, molte scuole elementari di ambo i sessi, un orfanotrofio, un ospizio per gli orfani e poi figli della sventura, un ospedale civile ed un altro militare.

“(…)- Ne di Accademie vi è stata mai penuria. Il Sodalizio, che ebbe ad esistere in Catanzaro sotto il titolo degli Agitati, fu instituito dall'ottimo P. Antonio Lembo nel Monastero di S. Domenico. Furono poscia i RR. PP. Teatini che nel 1661 fondarono in quell'illustre città l'Accademia degli Aggirati. E fu verso la fine del passato secolo che si era formato nuovo Sodalizio col titolo Accademia di Catanzaro, sotto la Presidenza di Antonio Ferrari; ma non ebbe molta durata a causa degli avvenimenti politici che sopraggiunsero. Altra Accademia fu pure fondata in Catanzaro nel 1820 sotto il titolo del Crotalo, a presidente della quale fu creato il sig. Pasquale De Laurensis, e cessò di esistere col cessare della costituzione del 1821. Da ultimo, non sono molti anni passati che nacque l'attuale Accademia di Scienze e Lettere, sotto la presidenza del non mai abbastanza compianto avvocato Cav. Luigi Grimaldi, e alla quale ora presiede con tanto zelo l'illustre avv. Cav. Antonio Serravalle.(…)”.

(Eugenio Arnoni, da “La Calabria Illustrata”, 1874 – ‘75)

 

DE TRAVEL  (torna sù)
“[...] In attesa di vedere attuati i progetti che loro meditano, conduciamo una vita molto beata a Catanzaro, che è una delle più graziose città della Calabria e indubbiamente la più gradevole per risiedervi. La sua posizione, su una montagna, a due miglia dal mare, è salubre e graziosa. I suoi abitanti sono affabili, laboriosi e sono i soli in tutta la regione che usino cortesie verso i francesi. Le donne di Catanzaro sono giustamente celebrate come le più belle e le più simpatiche delle due province”. 

(Duret de Travel, da: “Lettere dalla Calabria”, 20 Settembre 1808)


GISSING  (torna sù)
"Qui mi sento bene, anzi molto bene, perché è qui che è più bello vivere […]. Nella mia geografia ancora sta scritto che tra Catanzaro e il mare si trovano i Giardini delle Esperidi "

George Gissing

 

MORONI  (torna sù)
« Fu sempre la capitale di tutta la Calabria Ultra, prima che venisse in due parti suddivisa, ed ha tuttavolta i superiori dicasteri provinciali e la gran corte civile per le appellazioni, ch’è una delle quattro di qua dal faro, e che comprende tutte le Calabrie nella sua giurisdizione. Oltre alcuni stabilimenti di beneficenza, evvi una reale accademia delle scienze, ed uno de’ maggiori licei regi »

(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Venezia, Tipografia Emiliana, 1857)

PASCOLI  (torna sù)
Giovanni Pascoli nel 1899 visitò Catanzaro e rimase molto colpito dalla bellezza di Villa Regina Margherita:

 “…….la parte alta della città che sembra voglia svincolarsi dal declivio collinoso su cui riposano le sue case, e forse desiosa di azzurro e di verde tende a stendersi, risalendo coi suoi fabbricati, ancora in alto, verso le montagne presilane che poi azzurramente cupe degradano sino, a poco a poco, a raggiungere le acque silenziose del classico golfo di Squillace. E’ sempre bello a vedere questo giardino, nei tepidi pomeriggi di autunno e nelle primavere aulenti, nelle fresche mattine d'estate e nelle luminose giornate d'inverno…..Per le aiuole nel maggio magnifico, è tutto un superbo tappeto di fiori tra i più odoranti e tra i più belli, dai più delicati ai più vigorosi, dai più umili ai più alteri: dalla fragile campanula alle rose aulenti e più vermiglie, dal piccolo fior di vainiglia ai garofani più vari e più leggiadri…Bello questo giardino, pur nei melanconici tramonti del novembre, quando stormiscono le foglie quasi lieve risucchio di onde vicine, ed i piccoli uccelli non più cantano lieti, ma, sgomenti, volano silenziosi di ramo in ramo…Bello questo giardino, nelle placide sere d’estate, quando la luna naviga lieve il firmamento, e, qui intorno al chiosco della musica, è tutto uno sciame di bellezze magnifiche, tutto un caleidoscopio incomparabile di movenze leggiadre, tutto uno scrigno di fulgide gemme sempre suscitatore di sensazioni dolcissime... E nelle aiuole così ben tenute e coltivate, qua e là, s’elevano ancora gli alberi più diversi, di climi diversi, ma che pure vegetano nel mite clima di Calabria. Qui è un pino alto e diritto; lì un faggio dalla chioma ampia e caratteristica…Ecco, la, una chiusa di agrumeti in fiore; qui presso una palma dattilifera ondeggia le rame dalle foglie lunghe ed acuminate al soffio del vento primaverile; qua l’agave orientale aguzza le sue foglie arcuate e carnose; li, intorno all’acque immobili di un’ampia vasca, il salice piega le rame pendule ed oscillanti; in fondo, tra il bruno fogliame amaro, spicca il rosso fiore dell’oleandro.E questi alberi, tutti questi alberi, che ombreggiano i viali tortuosi, nell’armonia delle forme diverse, si accordano magnificamente con la luminosità del cielo, con la varietà del colore delle campagne lontane e vicine… E l’albero del mandorlo, ai primi tepori di primavera si adorna pomposo del suo candido piccolo fiore; e, qui, pur ride, nell’estate calda, del suo rosso fiammante, il fiore del melograno dolcissimo… E’ ovunque, nella bella stagione, sui rami fioriti di questi alberi ombrosi, tutto un intreccio di voli, tutta una orchestra di canori richiami, tutta una simbolica parlata d’amore…”. 

SETTEMBRINI  (torna sù)
“Io le voglio un gran bene a quella città di Catanzaro, e piacevolmente mi ricordo sempre di tante persone che vi ho conosciute piene di cuore e di cortesia, ingegnose, amabili, ospitali [...]. Io spero che non dispiacerà alle vaghe e gentili donne ed ai cortesi cittadini, che io rinvenni in quella città dove fui ospite tre anni e mezzo, se anche io dirò alcuna cosa dell'origine della patria loro. Io dunque non dipartendomi dalla Storia credo che quel greco Flagizio, lasciando il mare dove per acque stagnanti è un'aria grave e malsana, sia salito sul monte dove ora inalzasi Catanzaro: e vedendo per uno spazio interminato una bellissima varietà di sottoposte colline, dipinte di varii colori dai verdi seminati, dalle vigne, dagli ulivi, e tra queste colline a piedi della città una fertile valle irrigata da molti ruscelli, e che corre per cinque miglia insino al mare; ed il mare che larghissimo si spande dal Capo Colonne presso Cotrone sino alla punta di Stilo; invaghito da tanta stupenda bellezza, abbia chiamato quel monte oros katanderon , che vale sul florido , quasi volesse dire il monte che soprasta le colline e la valle fiorente . Cangiandosi poi l'n in a (mutazione comunissima del dialetto dorico e nei dialetti di tutte le lingue) hassi la parola katandaron , la quale pronunciata colla d, come si pronunzia dai greci moderni, corrisponde limpidamente alla parola Catanzaro. […]Bellissimo adunque è il nome della città di Catanzaro: ed ella sarà veramente florida se alla bellezza del sito congiungerà un'altra più desiderabile e lodevole bellezza, quella cioè delle buone arti e dei modesti costumi”  

Luigi Settembrini

“Ricordanze della mia vita”