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ITINERARIO 1

Catanzaro - Catanzaro Lido - Cropani - Sersale - Buturo - Villaggio Mancuso - Taverna - Gimigliano


immagine del morzelloCATANZARO sorge su una rupe, nel punto in cui l'Appennino calabrese si ritira per lasciare il posto ai due mari: il Tirreno e lo Ionio.
Fondata dai bizantini intorno al IX secolo, la città fu eretta a contea normanna e concessa in feudo ai Ruffo da Federico II. La concessione di ampi privilegi le consentirono di incrementare l'arte della seta, per la quale Catanzaro divenne famosa in tutta Europa, come ancora oggi testimonia l'antico quartiere della Filanda.
Visto dall'alto il centro della città appare compatto, caratterizzato da viuzze strette e circolari che denotano la sua origine di borgo fortificato.
Dalla centrale e moderna Piazza Matteotti, caratterizzata dalla Fontana Monumentale “Il Cavatore” (imponente scultura in bronzo con base in granito incastonata nelle mura dell'antico castello), partono Via Carlo V, da cui è possibile ammirare l'ardito viadotto sulla Fiumarella (uno dei ponti più alti d'Europa ad una sola arcata), e Corso Mazzini, ampio e sinuoso, che attraversa tutto il centro storico e su cui si affacciano vari palazzi del tardo '800.
Percorrendo Corso Mazzini si arriva a Piazza Garibaldi, dove è possibile visitare la Chiesa di San Giovanni Battista con un bel portale del '600 ed una doppia scalinata ellissoidale; affiancato ad essa, sui ruderi delle antiche carceri e del castello, sorge il Complesso Monumentale del S. Giovanni, con ampie sale per mostre ed esposizioni, sulla cui terrazza si può godere di una vista ampia e suggestiva.
Avanzando ulteriormente verso il centro incontriamo la Basilica dell'Immacolata, in cui si possono ammirare figurine modellate in cera da un artista napoletano del '700, Palazzo Fazzari, progettato ad imitazione dello stile fiorentino del '400 con interessanti affreschi di Federico ed Enrico Andreotti, e ancora il Duomo, la Chiesa del Rosario, che ospita una Madonna della Purità in marmo del 1600 di Francesco Cassano, ed il Museo Provinciale, nella bella Villa Trieste, in cui si possono osservare un'importante raccolta numismatica, che riguarda soprattutto la Magna Grecia, ed una notevola quantità di materiale archeologico, ceramiche e avori.
Tra le cose da visitare, non può mancare il Parco della Biodiversità Mediterranea che sorge nel cuore della città di cui rappresenta il più recente fiore all'occhiello.
Tra le specialità gastronomiche della cucina catanzarese si suggerisce il rinomato “Morzeddhu”, dallo spagnolo “al muerzo”, spezzatino piccantissimo a base di interiora di vitello soffritto con vino rosso, pomodoro, aromi vari e molto peperoncino, da mangiare in un pane a forma di ciambella detta “pitta” che si mangia a morsi. Tipica è anche la Tiana (la pietanza prende il nome del tegame di cottura) cioè capretto con patate al forno oppure con carciofi o piselli. Per coloro che non hanno paura di osare, invece, si consigliano i “vermituri”, lumache di qualità catanzarese che fuoriescono dal terreno nei periodi di pioggia, cucinate in salsa di pomodoro con aglio e prezzemolo.

Tra i dolci più caratteristici della città vi sono invece i taralli, i mustaccioli, impastati con il miele e modellati con diverse forme, e le cuzzupe che costituiscono un tipico dolce pasquale. Infine, sono ottime le crocette, fichi secchi ripieni di noci, cannella e cedro candito, che vengono tagliati a metà, disposti a croce, cotti al forno e bagnati nel mosto cotto. I dolci vengono accompagnati dal vino Malvasia locale, mentre tra i vini da pasto segnaliamo quelli prodotti nelle colline circostanti, dal rosso di Pontegrande al rosso di Gagliano.
I ponti di Catanzaro raccordano l'antica città, capitale della Contea dei Ruffo, ai nuovi quartieri che si spingono fino alla marina, dove sorge CATANZARO LIDO, propaggine balneare della città, il cui ampio e panoramico lungomare è tra le mete preferite per le passeggiate domenicali dei catanzaresi.
Catanzaro Lido è altresì nota per i suoi raffinati ristoranti dove è possibile assaporare una grande varietà di piatti a base di pesce fresco come le linguine con le alici, il pesce spada affumicato, la spigola alla diavola e le frittelle di bianchetto.
Attraversando Catanzaro Lido, a 5 Km a monte di Cropani Marina, lungo la statale 106, si raggiunge CROPANI, grazioso centro poco conosciuto, ricco di storia e di tradizioni, situato in una posizione incantevole da cui si godono magnifici panorami sul Mar Ionio.
Fondato intorno all'anno 1000, il paese offre molteplici testimonianze della sua storia millenaria; recenti scavi archeologici hanno portato alla luce vari reperti di epoca greca e romana, raccolti ed esposti in un antiquarium all'interno del Duomo, vero gioiello architettonico del XV secolo, con un bellissimo portale romanico sormontato da un rosone con dodici balaustre a raggiera.
All'interno di esso, in un'urna dorata è custodita una rotula di San Marco, lasciata da alcuni profughi veneziani provenienti da Alessandria d'Egitto che trasportavano le spoglie del santo quando una tempesta sorprese la nave che naufragò nel Golfo di Squillace; in segno di gratitudine per l'accoglienza ricevuta, i profughi lasciarono una reliquia del Santo Patrono di Venezia insieme ad un documento che conferiva la cittadinanza del Dominio Veneto, poi confermata dal Senato della Serenissima.
Oltre al centro storico, ricco di bei palazzi e di parti dell'antica cinta muraria, sono da visitare: la Chiesa di S. Lucia, del XIII sec., la Chiesa di S. Giovanni Battista e la Chiesa di S. Caterina di Alessandria, entrambe del XVI sec..

 

Tra i piatti tipici della zona meritano citazione i “mparrettati”, pasta fatta in casa con uova e farina, lavorata a mano con ferretto o “capitustu”, insaporiti con sughi fatti di carne conditi tutti rigorosamente con olio d'oliva prodotto nella zona. Ottimi sono i formaggi prodotti nella zona come la ricotta e il pecorino da assaporare con il pane di grano locale, caratterizzato dalla sua forma tondeggiante. Sul litorale ionico è molto diffusa la coltivazione di arance e clementine di ottima qualità.
Procedendo lungo la strada provinciale per Buturo, a circa 800 m di altitudine, ci si imbatte in quella che può essere considerata la “porta d'ingresso” del Parco Nazionale della Sila: SERSALE.
Questo importante centro della provincia di CZ, che deve la sua nascita alle vicende di un'antica e nobile famiglia napoletana, i Sersale di Sorrento, è situata in una posizione incantevole, per la felice esposizione a mezzogiorno e per il panorama superbo di tutto il Golfo di Squillace che da qui si può ammirare.
Nel centro storico, caratterizzato da uno stile sobrio ed essenziale, sorge la Chiesa Madre, con una bella facciata neoclassica ed un portale sormontato da statue.
Adiacente ad essa si trova la Chiesa dell'Immacolata in cui si possono ammirare due opere lignee (altare e statua dell'Immacolata) di scultore ignoto del '600.
Nella parte alta del paese, tra salite e pittoresche scalinate, si giunge alla Chiesa di Sant'Anna, mentre sul Monte Crozze, di fronte al paese, si erge una piccola Chiesa votiva eretta nel 1935 a devozione della Madonna del Carmelo in occasione di un terribile terremoto.
Il Monte Crozze, oltre che luogo sacro, è un magnifico punto panoramico che guarda da Punta Stilo fino a Crotone.
Giunti fin qui, gli escursionisti più esigenti non possono lasciarsi sfuggire il Canyon delle Valli Cupe, a circa 4-5 Km dal paese, nel territorio delle Valli Cupe e del Monte Raga.
Notevole e di ottima qualità è la produzione locale di castagne e di funghi. Se durante le festività natalizie o pasquali si è nella zona, bisogna assaporare i dolci tipici del periodo. Originale è la pitta n'chiusa, dolce impastato con olio d'oliva e vino rosso, farcito con uva passa, noci e bucce d'arancia, profumato con la cannella, molto simile allo strudel della tradizione trentina. Durante le festività pasquali, invece vengono preparate le nepitelle, gnocchi di pasta farciti con un impasto di noci, uva passa, vino cotto e spezie.
Ripartendo da Sersale, una strada panoramica di circa 15 Km ci conduce a BUTURO, centro turistico, dove ha sede una caserma del Corpo Forestale dello Stato, che rappresenta il punto di partenza di splendidi percorsi attraverso la foresta, in località dove i lupi sono di casa (Femminamorta, Manca del Diavolo, etc.).
È inoltre famosa per essere un'ottima zona per la raccolta di funghi e dei prodotti del sottobosco quali fragoline e lamponi.
A pochi chilometri di distanza da Buturo si trova VILLAGGIO MANCUSO; nato negli anni '30, è il punto di riferimento per tutti i catanzaresi che amano il verde e la natura.
Il villaggio, a forte vocazione turistica e con una buona ricettività alberghiera, è vicino a tutte le più importanti località della Sila Piccola, come ad esempio: Ciricilla, con i suoi impianti invernali, la Riserva Biogenetica della Poverella, Villaggio Racise.
Inoltre, a soli 500 m, in Loc. Monaco, si trova uno dei più importanti Centri Visitatori del Parco Nazionale della Sila.
Dotato di eliporto, sale convegni, musei tematici, teatri verdi, sentieri didattici naturalistici (anche per fasce deboli), centro di ambientamento e diffusione per cervi, caprioli, lupi, cinghiali e gufi reali, il Centro Visitatori di Monaco, accoglie ogni anno migliaia di visitatori tra cui numerose scolaresche, provenienti da varie regioni, che qui hanno una magnifica opportunità di effettuare educazione naturalistica, forestale e ambientale.
Villaggio Mancuso si trova nel Comune di TAVERNA, la cui storia ha origine dalla leggendaria polis greca Treis-Chené, fondata da coloni o profughi greci, in prossimità del mare Ionio, e distrutta nel X secolo durante le incursioni arabe che in tutta la Calabria meridionale spinsero le popolazioni a rifugiarsi nell'entroterra. Sul Monte Paramite di Taverna vecchia si possono ancora identificare i resti del Castello, di una torretta d'avvistamento e della Cattedrale.Taverna è un paese attraente, con chiese barocche affacciate su panorami spettacolari di una natura fuori dal tempo, alternati a ricordi di nobili famiglie locali. Tuttavia, dal XVII secolo il nome di questo paese è inevitabilmente legato a quello di Mattia Preti, uno dei più originali ed interessanti pittori barocchi, protagonista indiscusso dell'arte meridionale nella seconda metà del '600.
La prolificità di questo eccezionale artista fa di Taverna una sorta di “museo diffuso”, in quanto generoso custode di decine di tele dell'illustre cittadino.
Alcune delle sue opere più rappresentative, come il “Cristo folgorante” e la “Madonna del Bambino”, decorano la Chiesa di S. Domenico. Molte altre si possono ammirare nel Museo Civico.
Nel panorama gastronomico silano primeggiano la patata e la carne di maiale. La patata silana è un prodotto di qualità e rappresenta un complemento importante nella composizione di piatti e pietanze della buona cucina tipica. Impiegando invece le parti selezionate del maiale e del suo intestino si ottengono, dopo un'attenta preparazione che affonda le sue radici in procedimenti millenari, i gustosi “capicolli”, la buonissima salsiccia, i prelibati prosciutti di montagna e le rinomate “soppressate”. Dal maiale si ricavano anche il lardo, i cicoli detti “frisali”, le “frittole” ovvero cotiche bollite e conservate nel grasso.
Nei territori silani è diffusa la raccolta di funghi porcini e rositi, varietà molto apprezzate dai buongustai. Di grandissima qualità è la produzione di formaggi e latticini, dal pregiato caciocavallo al pecorino ed al butirro. Non meno apprezzate sono le conserve sott'olio e sott'aceto che riguardano alimenti come funghi, olive, peperoni, melanzane ed altri prodotti ortofrutticoli conservati in un grosso recipiente di terracotta noto come “u salatura”.
Ultima meta del nostro itinerario è GIMIGLIANO, un tempo chiamata Gomilianum. Distante solo 16 Km da Catanzaro, il paese, presenta un centro storico costituito da due agglomerati principali (superiore ed inferiore), con una classica estensione a “pianta medievale”, ed è caratterizzato dalla presenza di “palazzotti a pietra”.
Il monumento più importante è la Chiesa del SS. Salvatore, di impianto neoclassico, con una facciata caratterizzata da quattro colonne di marmo e dalle incorniciature del portale in pietra verde locale.  In realtà il marmo verde, estratto da alcune cave del luogo, rappresenta uno dei segni distintivi di Gimigliano, ed è stato utilizzato per il rivestimento e le pavimentazioni di monumenti quali la Reggia di Caserta, la Basilica di S. Giovanni in Laterano a Roma, e a S. Pietroburgo.
Gimigliano è inoltre conosciuto per il Santuario della Madonna di Porto, uno dei più celebri e frequentati luoghi mariani della Calabria, meta di pellegrinaggi provenienti da diocesi vicine.
Nella zona si possono gustare i cosiddetti “monaceddi” tipici dolcetti a base di uva passa.
Inoltre è ricca la produzione di castagne, uva e olive.