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ITINERARIO 3

Catanzaro - Tiriolo - S. Pietro Apostolo - Soveria Mannelli - Decollatura - Platania -  Lamezia Terme - Gizzeria Lido - Falerna - Nocera Terinese


Il visitatore esigente che, partendo da CATANZARO (v. Itinerario 1), volesse trascorrere una giornata senza essere costretto a dover scegliere tra “storia” e “natura”, dovrebbe senz'altro raggiungere TIRIOLO.
Situato a circa 700 mt sul livello del mare, nel punto più stretto d'Italia, Tiriolo vanta la visione contemporanea dei mari Ionio e Tirreno, delle Isole Eolie con il vulcano Stromboli e dell'Etna.
Il percorso, che ci consentirà di scoprire quanto rimane a ricordo di molti secoli di storia, potrebbe iniziare dall'Antiquarium Civico che, allestito presso il Municipio, raccoglie una collezione di reperti datati dall'800 a.C. all'800 d.C..
Dalla vicina ex area di gioco (antico Orto del Principe), attraversando la deliziosa Piazza Cigala e ammirando la Chiesa di Maria SS. Scala Coeli, si arriva nella principale piazza del paese: Piazza Italia, su cui si affacciano la Chiesa conventuale Maria SS. Delle Grazie (XVII sec.) ed il Palazzo Alemanni.
Il percorso fino al centro storico ci consente la visita alla Chiesa dello Spirito Santo, al Palazzo Schettini, ai ruderi del Castello S. Angelo ed alla Chiesa Madre Maria SS. Della Neve.

Scendendo verso la parte più bassa del paese, è possibile ammirare sulla destra il Monte Tiriolo e parte della vallata del fiume Amato, da dove (secondo la tesi dello storico A. Wolf) Ulisse, accompagnato da Nausica, risalì verso la reggia dei Feaci.
Ed è proprio su questo monte che si ritrovano le più interessanti testimonianze archeologiche di Tiriolo: grotte naturali (insediamenti dell'età neolitica), una chiesetta altomedievale e fortificazioni di età bizantina.

Proseguendo lungo la SS 19 si raggiunge, a quota 750 mt sul livello del mare, S. PIETRO APOSTOLO, la cui posizione collinare, la vicinanza dei mari Ionio e Tirreno e l'influenza della boscosa “Sila piccola” (per gli antichi romani: “SILVA”), rendono il suo clima, mite d'inverno e fresco d'estate, particolarmente piacevole e ricercato.
Di fronte al paese si può ammirare il Monte Portella le cui pendici, ricche di sorgenti d'acqua e con un'aria purissima, rappresentano una delle zone circostanti più suggestive.
Nel centro urbano di S. Pietro Apostolo, che sorse in età medievale per lo spostamento verso l'interno delle popolazioni rivierasche insediate tra il Golfo di Squillace e quello di S. Eufemia e continuamente assalite dai Saraceni, possiamo visitare la Chiesa di S. Pietro Apostolo, che conserva un bellissimo Fonte Battesimale in marmo verde di Gimigliano ed un'importante tavoletta del 1736 in cui i fedeli ringraziano il Patrono per la sua particolare protezione in occasione di una violenta tempesta di grandine.
Degni di nota sono anche due palazzi signorili nel centro storico: Palazzo Tomaino, che vanta la permanenza tra il 28 e 29 Agosto 1860 di Giuseppe Garibaldi, e Palazzo Mazza in cui è possibile ancora osservare uno dei sistemi protettivi utilizzati contro i briganti: due fori per versare l'olio bollente sui nemici.
S. Pietro Apostolo ha inoltre svolto, soprattutto nel corso dell'Ottocento, un ruolo molto importante nella lavorazione della ginestra, utilizzata dalle filatrici per la produzione dei tessuti, e nell'allevamento del baco da seta.

Poco distante da S. Pietro Apostolo troviamo una delle cittadine del territorio economicamente e produttivamente più vivaci: SOVERIA MANNELLI.
Il suo nome deriva probabilmente dal fatto che la tradizione la indica come una zona ricca di sughero (suveru in calabrese) e da un cognome derivante dal greco “matelios” (fazzoletto).
Noto ed apprezzato luogo di villeggiatura estiva, Soveria vanta la presenza di importanti aziende calabresi tra cui: la casa editrice Rubettino e l'antico lanificio Leo nel cui stabilimento è presente un museo-laboratorio con macchine tessili di fine 800 ancora funzionanti.

A breve distanza da Soveria Mannelli si delinea DECOLLATURA che, con i suoi 50 chilometri quadrati di territorio, rappresenta un'importante realtà economica e turistica della pre-Sila Catanzarese.
Il suo nome deriverebbe da “Deductio coloniae Turi”, stanziamento di una colonia di Turi: ai tempi di Annibale, volendo Roma punire le città meridionali che erano passate dalla parte del nemico, nel 204 a.C., smembrò la provincia di Turi (situata vicino Sibari) e costrinse gli abitanti a rifugiarsi verso l'interno.
Oggi Decollatura è composta da diversi centri abitati, ben collegati tra di loro, in cui è piacevole visitare i centri storici e le chiese, tutte risalenti alla metà del Settecento, tranne quella di S. Bernardo, più antica e recentemente restaurata.
Degno di nota è l'Osservatorio Astronomico di Adami che, grazie all'attività di una dinamica associazione locale organizza, soprattutto nella stagione estiva, interessanti e piacevolissime serate di osservazione pubblica.

Proseguendo nel nostro itinerario dopo un breve percorso raggiungiamo PLATANIA, delizioso borgo che sorge, a 750 mt sul livello del mare, sulle pendici meridionali del Monte Reventino, uno dei contrafforti del massiccio silano che degrada dolcemente verso il Golfo di S. Eufemia e fa da sfondo ad antiche leggende popolari che raccontano di fate, gnomi ed altre creature fantastiche. 
Tutta la zona, nota come zona del Reventino, non è solo meta per gli appassionati di storia e natura, ma anche per i buongustai. Infatti, la cucina del posto è costituita da prodotti freschi e rigorosamente locali: funghi, patate (famose quelle di Decollatura), ortaggi di ogni genere (tipici “piparialli sutt'uagliu” e le melanzane al forno), castagne e vino casereccio. E, come ogni zona di montagna che si rispetti, la zona del Reventino è nota per la preparazione dei derivati del maiale come i “frisulimiti”, “u suzzu”(gelatina di maiale cotta in aceto), “le frittole” e “u sanguinazzu” e per la lavorazione delle carni suine. Ottima è la soppressata preparata con regole ben precise: